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    Al MAST la fotografia è senza confini

    IMAGE CAPITAL, in mostra fino all'8 gennaio 2023, è un progett nato dalla collaborazione tra Armin Linke e la storica della fotografia Estelle Blaschke. L'obiettivo è quello di indagare la fotografia all’interno delle differenti tipologie di processi produttivi

    L’uomo, fin dal momento della sua comparsa, ha sempre utilizzato la logica, anche in maniera involontaria, in particolare la logica binaria; quel ramo in cui le variabili possono essere vere o false. La lingua che noi utilizziamo comunemente non fa altro che attribuire un valore a ciò che esprimiamo. I sistemi digitali, in maniera semplicistica, funzionano più o meno allo stesso modo; elaborano un’informazione e producono, a loro volta, un valore, tendenzialmente numerico. In questo discorso la fotografia sembrare non averci niente a che a fare, in realtà non è assolutamente così.

    Armin Linke, Priva, serra per pomodori, Priva Campus, De Lier, Paesi Bassi, 2021. Courtesy: l’artista e Vistamare Milano/Pescara

    La fotografia, intesa come linguaggio vero e proprio, è da sempre inserita alla base dei processi industriali e come parte dei sistemi digitali complessi. Questo è l’argomento della mostra IMAGE CAPITAL. La fotografia come tecnologia dell’informazione, presente al MAST di Bologna dal 22 settembre all’8 gennaio 2023. Un progetto, nato dalla collaborazione tra Il fotografo Armin Linke e la storica della fotografia Estelle Blaschke, ricercatrice dell’Università di Basilea che, nonostante la complessità dell’argomento, si pone l’obiettivo di indagare la fotografia all’interno delle differenti tipologie di processi produttivi, in particolare in ambito scientifico, culturale e industriale: grazie alla fotografia, infatti, i sistemi di comunicazione e di accesso alle informazioni sono migliorati.
    La mostra è suddivisa in sei sezioni: Memory, sulla capacità delle fotografie di raccogliere e immagazzinare informazioni. A partire dall’idea di riproducibilità meccanica, viene qui investigata l’intrinseca natura della fotografia come strumento di registrazione, le cui potenzialità si esprimono a livelli sempre più alti con l’avvento della tecnologia digitale.
    Access, sulle modalità di archiviazione, reperimento e indicizzazione delle immagini. L’associazione tra fotografia e testo (o metadati) è alla base del successo di questo medium come tecnologia dell’informazione. I metadati (parole chiave, geodati, didascalie…) non sono utili soltanto per organizzare le immagini in sistemi ordinati, ma anche per poterle ritrovare e utilizzare.

    Fotografo sconosciuto, scheda a finestra, 1960 c. University of Rochester, Rare Books, Special Collections, and Preservation (RBSCP), Kodak Historical Collection

    Protection, sulle strategie per la conservazione a lungo termine delle immagini e delle informazioni che contengono. Se le immagini possono essere considerate come depositi di informazioni potenzialmente deteriorabili, a loro volta devono essere protette per non venire disperse. Qui si investigano le strategie per la protezione delle immagini, dagli archivi, che possono arrivare a dimensioni monumentali, ai sistemi di back-up.
    Mining, sull’analisi delle immagini e il loro utilizzo nelle tecnologie per il riconoscimento automatico. Se è vero che le fotografie contengono una grande quantità di informazioni, allo stesso modo si rendono necessari sistemi per poterle estrarre (mining). Questa sezione è dedicata a questi processi e alla conseguente possibilità di utilizzare grandi quantità (cluster) di immagini simili (da cui vengono estratte informazioni simili) per lo sviluppo di tecnologie di riconoscimento automatico, le cui applicazioni sono oggi fondamentali, particolarmente nei settori dell’industria e della sicurezza.

    Fotografo sconosciuto, pubblicità della Recordak con etichetta “Tutti questi assegni in 30 metri di rullino. Un bel risparmio”, 1955 c. Università di Rochester, Libri Rari, Collezioni Speciali e Conservazione (RBSCP), Kodak Historical Collection

    Imaging, sulla fotografia come sistema di visualizzazione della realtà o di un suo progetto. La fotografia viene qui osservata come sistema di visualizzazione, a partire dalla sua capacità di andare oltre i limiti dell’occhio umano fino al suo utilizzo per lo sviluppo di tecniche di rendering e modellazione digitale. Dopo essere stata a lungo considerata una prova di realtà, la fotografia costituisce in questo senso la base di partenza da cui la realtà viene progettata e costruita. Infine Currency, sul valore delle immagini. Dall’associazione tra fotografia e valuta al capitalismo informatico, qui si osservano i processi di attribuzione di valore alle immagini, oggi legati particolarmente alla capacità di accumularne grandi quantità e, soprattutto, di associare ad ognuna ampi set di informazioni.

    La mostra, nel suo insieme, supera i canoni dell’esposizione tradizionale per tramutarsi in una vera e propria performance immersiva, sconvolgendo definizioni e preconcetti.

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    Manuelaannamaria Accinno
    Manuelaannamaria Accinno
    Laureata in Storia e critica dell’arte alll’Università Statale di Milano, amante dell’arte in tutte le sue forme, riserva un occhio speciale alla fotografia. Lavora con alcuni artisti contemporanei, scrivendo testi critici e curando esposizioni personali e collettive. Ha collaborato con Rolling Stone Italia e attualmente scrive per Black Camera.

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