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    I Family Portraits di Maria Mavropoulou

    Il progetto di Maria Mavropoulou ritrae i dispositivi come se fossero individui, in pose che richiamano i ritratti di famiglia tradizionali

    Il ritratto di famiglia, solitamente inteso come un’opera d’arte che raffigura i membri di una famiglia, è intrinsecamente legato all’appartenenza umana. Maria Mavropoulou ci presenta un progetto fotografico affascinante e provocatorio intitolato: Family Portraits. Le immagini ritraggono i dispositivi stessi come se fossero individui, collocati in pose che richiamano i ritratti di famiglia tradizionali. I laptop, gli smartphone e i tablet diventano protagonisti delle fotografie, mettendo in risalto la loro importanza nella vita quotidiana delle persone.

    © Maria Mavropoulou

    Attraverso queste immagini, l’artista ci invita a riflettere su come i nostri dispositivi tecnologici si siano gradualmente trasformati nel nostro specchio di riferimento, il nostro accesso all’universo parallelo creato dall’uomo: Internet. Questi schermi brillanti sono diventati nostri compagni di vita, presenti in ogni momento delle nostre giornate, accompagnandoci nella nostra crescita e trasformazione come individui. Ma oltre alla bellezza, le foto evocano anche una sensazione di profonda solitudine. Nonostante la presenza costante di questi dispositivi, il legame che abbiamo con loro è puramente virtuale. Non sono in grado di emozionarsi, di provare affetto o di rispondere alle nostre domande con la stessa profondità di un essere umano. Ciò che sembra essere una famiglia in realtà è solo un’illusione, una falsa connessione che nutriamo con tali oggetti.

    © Maria Mavropoulou

    Le immagini ci invitano a riflettere sulle conseguenze di questa dipendenza dalla tecnologia e sulle implicazioni che essa ha sulla nostra capacità di connessione umana. In questa società iperconnessa, rischiamo di perdere la vera essenza delle relazioni interpersonali, sostituendole con interazioni superficiali e virtuali. Attraverso la sua lente artistica e attentamente curata, Maria Mavropoulou ci sfida a prendere consapevolezza di questo nuovo tipo di famiglia che abbiamo creato, una famiglia in cui le persone e i dispositivi elettronici convivono. Ci invita a mettere in discussione la nostra dipendenza e a cercare un equilibrio tra il mondo virtuale e il mondo reale. Concludendo, il progetto fotografico Family Portraits si pone come uno specchio della nostra epoca digitale. Siamo chiamati a interrogarci sulla natura di questa famiglia e a cercare un modo più sano e equilibrato di connetterci con il mondo che ci circonda.

    © Maria Mavropoulou

    Maria Mavropoulou è nata nel 1989 e vive e lavora ad Atene, in Grecia. Ha completato gli studi di MFA nel 2018, presso la Scuola di Belle Arti di Atene, dove si è laureata nel 2014. Ha studiato pittura e scultura, anche se il suo mezzo principale è la fotografia, anche se il suo lavoro si amplia a nuove forme e usi dell’immagine fotografica, come la VR. Le immagini che ne derivano sono al confine tra plausibilità e non, potenzialità e non potenzialità, casualità e costruzione. Giocando con la percezione degli spettatori, aspira a mettere in discussione il ruolo e il potere della fotografia in un’epoca dominata da essa. Il suo lavoro è stato presentato in numerose mostre in Grecia e all’estero e pubblicizzato in diverse riviste.

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    Manuelaannamaria Accinno
    Manuelaannamaria Accinno
    Laureata in Storia e critica dell’arte alll’Università Statale di Milano, amante dell’arte in tutte le sue forme, riserva un occhio speciale alla fotografia. Lavora con alcuni artisti contemporanei, scrivendo testi critici e curando esposizioni personali e collettive. Ha collaborato con Rolling Stone Italia e attualmente scrive per Black Camera.

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