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    I Paesaggi Paralleli di Maurizio Grandi

    La crisi del COVID-19 ha dimostrato che l’umanità ha la capacità di adattarsi a qualunque situazione, anche la più improbabile. Con il suo progetto Paesaggi Paralleli Maurizio Grandi ha raffigurato un mondo distopico caratterizzato da grandi inondazioni causate dai cambiamenti climatici, dove la vita, nonostante tutto, continua in uno stato di apparente normalità. Come scenario ha scelto luoghi universalmente noti, facilmente riconoscibili dallo spettatore e confrontabili con il suo immaginario.

    Tour Eiffel
    Tour Eiffel

    Il suo obiettivo è quello di rendere queste immagini assolutamente reali, fotografiche, creando una collaborazione tra la fotografia e la post-fotografia tramite l’Intelligenza Artificiale, attraverso una serie di passaggi tecnici che alternano prompt ed elaborazioni fotografiche vere e proprie, creando immagini uniche e non ripetibili. Ha scelto il bianco e nero perché in sé contiene una cifra di astrazione che lo aiuta nella rappresentazione “reale” di questi “mondi paralleli”.

    Londra
    Londra

    Maurizio Grandi è un fotografo precoce, che si è avvicinato a questo linguaggio artistico intorno ai 12 anni. Ha comprato una macchina compatta e si è concentrato inizialmente sul paesaggio, ma poi nel tempo ha capito che in realtà non era interessato al paesaggio in quanto tale, ma a quello che il paesaggio creava dentro di lui. Da lì, il suo sguardo si rivolge a un paesaggio interiore. Da sempre incuriosito dalle manipolazioni, è arrivato a utilizzare l’Intelligenza Artificiale perché ha trovato uno strumento diverso dalla fotografia tradizionale che, partendo da un dato oggettivo, viene poi modificata e reinterpretata dalla creatività dell’artista. Dal canto suo, l’Intelligenza Artificiale generativa può mettere in scena l’immaginazione, creando nuovi mondi e nuovi immaginari.

    New York
    New York

    In Paesaggi Paralleli, progetto ancora in corso d’opera che attualmente consta di circa 80 immagini, Maurizio Grandi ha creato un nuovo mondo che sta subendo grandi inondazioni e profondi cambiamenti climatici, ma nonostante questo la vita continua. Queste immagini ci mettono di fronte a un futuro distopico, che però è anche verosimilie, e ci obbligano a riflettere sulle conseguenze che il cambiamento climatico può avere sulla vita di ognuno di noi.

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    Alessandro Curti
    Alessandro Curti
    Nato a Milano nel 1991, giornalista appassionato di arte contemporanea e di fotografia in tutte le sue espressioni. Socio di STILL Fotografia, con sede a Milano in via Zamenhof 11. Docente in Storia della Fotografia all’interno del corso di Fashion Design allo IED di Milano. Gia collaboratore e redattore per le riviste mensili IL FOTOGRAFO e N Photography (Sprea Editori) dal 2015 al 2019 e per Rolling Stone Italia, Lampoon e The Pitch.

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