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    I tesori dell’archivio Condé Nast nelle sale di Palazzo Grassi

    Fino al 7 gennaio 2024, va in scena a Venezia la mostra 'CHRONORAMA. In anteprima mondiale l’esposizione delle opere acquisite dalla Pinault Collection, provenienti dagli archivi di Condé Nast

    L’archivio, nella sua essenza universale, fin dall’antichità rappresenta la più importante e primigenia forma di conservazione della memoria di un popolo. L’uomo, ad un certo punto storia, ha avvertito il bisogno e l’esigenza di preservare la propria presenza storica. Alla fine dell’Ottocento, quando si accende sempre di più il dibattito, teorico ed estetico, sullo statuto dell’arte fotografica, Rodolfo Namias, personaggio poliedrico nonché chimico, fotografo e saggista, autore di numerosi libri tra cui il più noto è Enciclopedia Fotografica, nel 1888 sulle pagine del British Journal of Photography, scrisse: «Nulla può dare il convincimento e una visione per quanto minima dell’avvenimento qualunque esso sia, come una fotografia ben eseguita. È questo un vero documento al quale quando gli archivi fotografici saranno organizzati, i posteri potranno ricorrere per impararvi non la storia narrata, che si può sempre ritenere in tutto o in parte non vera o esagerata, ma la storia fotografica che non mente perché è luce che l’ha scritta sulla lastra». Queste parole, che ci giungono da lontano ma così estremamente attuali, ci ricordano che le fotografie non sono solo semplici immagini, ma documenti storici essenziali per interpretare il nostro tempo e la grande storia.

    CECIL BEATON, Anna Magnani, 1963, Vogue ©
    Condé Nast.

    A Palazzo Grassi, fino al 7 gennaio 2024, presenta la mostra CHRONORAMA. Tesori fotografici del 20° secolo. In anteprima mondiale l’esposizione dei tesori fotografici recentemente acquisiti dalla Pinault Collection, e provenienti dagli archivi di Condé Nast. La mostra raggruppa una grandissima selezione di 407 opere, alcune mai viste prima, realizzate tra il 1910 e 1979 organizzate seguendo un percorso cronologico, che ci offrono un grande affresco sul XX secolo.

    KOURKEN PAKCHANIAN, Model seated in a bubble chair, 1973, Vogue © Condé Nast.

    Gli autori di questo affascinante viaggio sono: Edward Steichen, Berenice Abbott, Cecil Beaton, Lee Miller, André Kretész, Horst P. Horst, Diane Arbus, Irving Penn, Helmut Newton, Ugo Mulas e Gian Paolo Barbieri, solo per citarne alcuni. Questi giganti hanno plasmato, e definito, l’estetica fotografica e artistica del loro tempo, anche grazie a riviste quali: Vogue, Vanity Fair, House & Garden, Glamour, GQ, etc.

    CECIL BEATON, Actress Marlene Dietrich, 1932,
    Vanity Fair © Condé Nast.

    Il Nucleo fotografico che compone la mostra, è messo in dialogo con un’altra esposizione chiamata Chronorama Redux, un progetto che offre una lettura contemporanea sulle opere fotografiche dei grandi maestri della fotografia. I lavori dei quattro artisti selezionati, Tarrah Krajnak, Eric N. Mack, Giulia Andreani e Daniel Spivakov, sono allestiti in quattro spazi espositivi di Palazzo Grassi come intermezzo della mostra principale. Matthieu Humery, curatore della mostra, racconta cosi il progetto: «In un’epoca in cui ogni minuto vengono creati milioni di immagini, condivise poi all’istante, CHRONORAMA riveste un ruolo di trasmissione all’attuale e alle future generazioni di grande importanza. La mostra presentata dalla Pinault Collection è incentrata sulla prolificità della cultura fotografica del secolo scorso, prima dell’avvento della tecnologia digitale. Ridestandoci da un sogno bizzarro con la sensazione di aver attraversato il tempo, nello spazio di una notte o di un singolo istante, dopo aver vissuto un’ avventura epica, spaziando in epoche diverse, ci troviamo faccia a faccia con questo flusso di immagini, una visione caleidoscopica di un viaggio in tempi ormai passati. Questa la sensazione che trasmette CHRONORAMA».

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    Manuelaannamaria Accinno
    Manuelaannamaria Accinno
    Laureata in Storia e critica dell’arte alll’Università Statale di Milano, amante dell’arte in tutte le sue forme, riserva un occhio speciale alla fotografia. Lavora con alcuni artisti contemporanei, scrivendo testi critici e curando esposizioni personali e collettive. Ha collaborato con Rolling Stone Italia e attualmente scrive per Black Camera.

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