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    «Il fotografo deve conoscere in maniera approfondita gli eventi per poterli raccontare»

    Lo dice Roberta Levi, vicepresidente del GRIN e curatrice della mostra 'Exodus' di Nicolò Filippo Rosso, vincitore del Premio Ponchielli ed esposto alla dodicesima edizione di Cortona On The Move

    Dopo aver pubblicato la guida a tutte le mostre di Cortona On The Move, che ha inaugurato lo scorso 15 luglio con Me, Myself and Eye, oggi abbiamo intervistato Roberta Levi, vicepresidente del GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionale), curatrice della mostra Exodus di Nicolò Filippo Rosso, progetto vincitore del Premio Ponchielli. Oltre alla mostra di Rosso, il GRIN ha collaborato anche alla curatela della mostra The Ameriguns di Gabriele Galimberti, che ha viaggiato negli USA per fotografare i possessori di armi da fuoco. Questi ritratti forniscono una visione spesso inquietante di ciò che oggi rappresenta realmente il Secondo Emendamento.

    The Ameriguns © Gabriele Galimberti

    Ci racconti il progetto Exodus di Nicolò Filippo Rosso?
    Exodus è un’indagine molto ampia sul movimento di persone nel continente americano. È un progetto a lungo termine iniziato su commissione nel 2018 per documentare la migrazione venezuelana in Colombia, ma i tempi ristretti dovuti a questi incarichi brevi, non permettevano a Nicolò di entrare a fondo nelle storie e nelle situazioni che incontrava. Questo limite l’ha spinto a continuare il progetto per conto suo, rimanendo più tempo oppure tornando altre volte. Exodus è tuttora in corso: Nicolò in queste settimane si trova in Cile, al confine con la Bolivia, per continuare a seguire e documentare le rotte migratorie.

    Dal punto di vista curatoriale, come ti sei mossa per presentare questa mostra nel contesto del festival?
    Curare la mostra di Nicolò è stata una sfida. Il progetto, oltre ad aver vinto nel 2021 la XVII edizione del Premio Amilcare G. Ponchielli, ha ottenuto diversi riconoscimenti, sia italiani che internazionali, ed è stato esposto in molte sedi, tra cui anche altri festival. Questo mi ha spinto ha trovare un qualcosa che, nel possibile, la rendesse unica. In mostra, oltre a una stampa in grande formato di una mappa – disegnata da Stefano Allisiardi – che rappresenta la geografia di Exodus, è presente un documentario intervista diviso in tre capitoli e prodotto da Jose Muniain (Make Media) in collaborazione con Social Documentary Network (SDN). Il video, inedito e presentato per la prima volta a Cortona On the Move 2022, approfondisce alcune fotografie e momenti grazie al racconto in prima persona di Nicolò, testimone di diversi accadimenti susseguiti dal 2018 ad oggi.

    © Nicolò Filippo Rosso

    La fotografia è forse il mezzo più potente che abbiamo a disposizione per raccontare le problematiche sociali del mondo. I fotografi sono più simili a scrittori o a giornalisti? Come credi che evolverà il ruolo del fotografo nel futuro prossimo?
    Sul The Washington Post, Nicolò viene definito «an immersion photographer» e gli autori dell’articolo non potevano trovare termine più adatto. La sua è una fotografia di testimonianza, che approfondisce gli accadimenti e indaga a fondo le storie delle persone incontrate e conosciute in questi anni. Attraverso didascalie dettagliate, che accompagnano tutte le sue fotografie, descrive e riporta scrupolosamente eventi, nomi, età, vicende personali. Credo sia proprio questo che definisce e difende il ruolo del fotografo, segnando uno spartiacque tra un produttore seriale di immagini, spettatore passivo, e un professionista, testimone in prima persona di accadimenti: il non fermarsi alla superficie. Il fotografo ha il dovere di conoscere in maniera approfondita un determinato evento per poterlo raccontare.

    Il Premio Ponchielli è una realtà consolidata nel mondo della fotografia italiana e non solo. Come nasce e come sta proseguendo la collaborazione con COTM?
    Nel 2004 il GRIN – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale ha istituito un premio fotografico in ricordo di Amilcare G. Ponchielli, primo photo editor italiano.
    Riservato a fotografi italiani o residenti in Italia, premia un progetto fotografico con un riconoscimento di 5.000€. Da poche settimane abbiamo lanciato il bando della nuova edizione 2022 e la novità, oltre ad avere per la prima volta un editore e non un direttore di giornale come presidente di giuria, è la Menzione speciale WeWorld per il miglior progetto fotografico sul tema dei diritti delle donne e la parità di genere.
    Fin dalla prima edizione, i progetti vincitori del Premio Ponchielli sono stati esposti in mostra a Milano con la curatela di un membro del GRIN. The Ameriguns di Gabriele Galimberti e Exodus di Nicolò Filippo Rosso (rispettivamente progetto vincitore nel 2020 e nel 2021) hanno invece trovato sede all’interno di Cortona On The Move 2022. Il confronto con Paolo Woods, direttore artistico del festival, è stato assolutamente naturale; oltre a conoscere bene il Premio, ne è stato il vincitore della V edizione. Per la prima volta quindi il Premio Ponchielli esce dalle mura meneghine per approdare in Toscana.

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    Alessandro Curti
    Alessandro Curti
    Nato a Milano nel 1991, giornalista appassionato di arte contemporanea e di fotografia in tutte le sue espressioni. Socio di STILL Fotografia, con sede a Milano in via Zamenhof 11. Docente in Storia della Fotografia all’interno del corso di Fashion Design allo IED di Milano. Gia collaboratore e redattore per le riviste mensili IL FOTOGRAFO e N Photography (Sprea Editori) dal 2015 al 2019 e per Rolling Stone Italia, Lampoon e The Pitch.

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