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    ‘In Plain Air’: un parco cittadino come metafora del vivere comune

    La fotografa Irina Rozovsky, nel suo libro 'In plain Air', ci presenta un ritratto onirico del Prospect Park di Brooklyn

    Da anni si è diffusa la percezione di una dissociazione, sempre più evidente, tra l’uomo e l’ambiente. Oggi più che mai si avverte l’esigenza di creare, e valorizzare, luoghi eticamente più umani e sostenibili; conformi alla complessità della vita quotidiana. Lo spazio pubblico, inteso come luogo di socialità multiculturale, rappresenta il perno del tessuto urbano, che si evolve di pari passo con l’uomo stesso.

    © Irina Rozovsky

    Questo luogo, nelle sue forme differenti, rappresenta il luogo ideale per lo sviluppo delle relazioni sociali, dell’incontro con l’altro. Senza questi spazi vitali, le città sarebbero solo un grande deposito di edifici alla moda che non permettono l’incontro tra esseri umani. Ed è solo grazie alle persone che li vivono, o che li attraversano semplicemente, che questi luoghi possono essere portatori di valori.

    © Irina Rozovsky

    La fotografa Irina Rozovsky, nel suo libro In plain Air, ci presenta un ritratto onirico del Prospect Park di Brooklyn. L’idea di questo progetto è nata circa dieci anni fa quando Irina decise di prendere un piccolo motoscafo e visitare il lago nella zona meridionale del parco. Lontano dalla riva vide quello che sembrava essere un miraggio; una moltitudine di persone, dalle culture ed etnie più svariate, che stavano condividendo pacificamente un piccolo lembo di terra. Le sue fotografie, così delicate e mai invadenti, catturano il rapporto ideale tra città e natura, proponendoci la lettura del parco pubblico inteso come spazio neutro e ricco di umanità, dove il passaggio delle stagioni fa da sfondo ad una società complessa capace di condividere in armonia uno spazio di esistenza.

    © Irina Rozovsky

    La fotografa Irina Rozovsky, nata in Russia ma cresciuta negli Stati Uniti, incentra la sua ricerca artistica sulle persone e sui luoghi, tramutando paesaggi esterni in stati di riflessione interiore. Ha pubblicato due monografie (One to Nothing 2011 e Island in my Mind 2015). Il suo lavoro è attualmente parte della mostra New Photography: Companion Pieces ed è nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art, il Philadelphia Museum of Art e altri. È apparsa su The New Yorker, New York Times Magazine, Harpers e Zeitmagazin.
    Rozovsky vive e lavora ad Athens, Georgia, dove lei e suo marito Mark Steinmetz gestiscono uno spazio espositivo dedicato alla fotografia, The Humid. Attualmente è rappresentata da Claxton Projects.

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    Manuelaannamaria Accinno
    Manuelaannamaria Accinno
    Laureata in Storia e critica dell’arte alll’Università Statale di Milano, amante dell’arte in tutte le sue forme, riserva un occhio speciale alla fotografia. Lavora con alcuni artisti contemporanei, scrivendo testi critici e curando esposizioni personali e collettive. Ha collaborato con Rolling Stone Italia e attualmente scrive per Black Camera.

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