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    Jacob e Sara Aue Sobol in mostra a Milano

    All’interno del Leica Galerie di Milano arriva la mostra su due interssanti progetti dell'artista Jacob Aue Sobol

    I progetti fotografici presentati all’interno del Leica Galerie di Milano rappresentano una testimonianza profonda e intima di due amori distinti, ma inestricabilmente intrecciati nella vita dell’artista Jacob Aue Sobol. Da un lato, attraverso il suo lavoro James’ House, l’autore ci trasporta in un viaggio nella terra selvaggia e inospitale della Groenlandia, una regione che ha abbracciato per tre anni e che ha contribuito a plasmare la sua arte e la sua anima.

    ©Jacob Aue Sobol, James’ House

    Attraverso le immagini, Sobol ci presenta una narrazione visiva di incontro e connessione con James, un membro del popolo Inuit. Sembrano essere due anime affini ad avventurarsi insieme nella vastità dei ghiacci, unendo le loro forze per sopravvivere e apprezzare la bellezza di una natura rigida ma incantevole. La relazione umana e il senso di comunità che emerge dalle immagini sono prese per mano dall’autore e trasmesse allo spettatore, che può percepire l’intensità e la profondità di questa esperienza di vita.

    ©Jacob Aue Sobol, James’ House

    Dall’altro lato, Sobol condivide un’altra storia d’amore, quella con sua moglie Sara, attraverso il progetto Hunting Heart. In queste immagini, l’artista e sua moglie convergono in una collaborazione unica, intrecciando le visioni dei loro occhi e le esperienze della loro vita familiare. Mentre Sobol si esprime attraverso il bianco e nero, è la visione di Sara, espressa attraverso il colore, a emergere e ad aggiungere un ulteriore livello di emozione e complessità all’opera. I dettagli del quotidiano, presentati con una schiettezza e una sensibilità straordinarie, sottolineano la bellezza e la vulnerabilità dell’esistenza umana. Attraverso la lente dei loro occhi, questi due artisti ci guidano in un viaggio artistico che va oltre le convenzioni e gli stereotipi della fotografia familiare, trasformando l’ordinario in straordinario e il comune in sublime.

    ©Jacob Aue Sobol, James’ House

    Il percorso espositivo visitabile fino a fine gennaio 2024, curato da Maurizio Beucci e Claudio Composti, presenta oltre trenta fotografie, che coprono un arco temporale dall’anno 1999 al 2023. Questo lungo periodo di tempo rappresenta il fluire di una vita, documentato attraverso scatti che catturano momenti preziosi, intimi e significativi. Il pubblico è invitato a immergersi in queste narrazioni visive e a riflettere sul significato dell’amore, dell’appartenenza e della connessione umana.

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    Manuelaannamaria Accinno
    Manuelaannamaria Accinno
    Laureata in Storia e critica dell’arte alll’Università Statale di Milano, amante dell’arte in tutte le sue forme, riserva un occhio speciale alla fotografia. Lavora con alcuni artisti contemporanei, scrivendo testi critici e curando esposizioni personali e collettive. Ha collaborato con Rolling Stone Italia e attualmente scrive per Black Camera.

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