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    L’alterità della realtà. Le immagini sognanti di Alina Gross

    Secondo Alfred Schütz, filosofo e sociologo austriaco, la realtà non è un ente monolitico e immutabile, ma piuttosto un insieme di realtà costruite dagli individui attraverso le loro esperienze e interpretazioni personali. Ogni persona vive in un mondo soggettivo, un mondo caratterizzato da significati, valori e strutture cognitive che influenzano la percezione e l’interpretazione di ciò che ci circonda. Questo concetto di pluralità del reale, mette in dubbio la più confortante idea di una realtà oggettiva e universale, suggerendo invece che ogni individuo possiede la propria versione della realtà. Nel contesto dell’intelligenza artificiale e della produzione artistica, questo concetto di soggettività e pluralità diventa particolarmente interessante. Le opere create da algoritmi e macchine possono essere viste come un’espressione di questo concetto: esse sono il risultato di una programmazione basata e algoritmi, che riflettono una determinata visione della realtà secondo i parametri stabiliti dagli esseri umani che li hanno creati.
    Alina Gross è una fotografa tedesca/ucraina nota, anche, per l’utilizzo, nella sua ricerca artistica, dell’intelligenza artificiale. La sua serie più recente Calla/Lilly è un esempio delicato di come la fotografia tradizione e l’intelligenza artificiale possano essere integrati. In questo lavoro l’artista ha creato una fusione tra il corpo femminile e il fiore della Calla, che si fondono in una messa in scena suggestiva e poetica, ma al contempo voluttuosa e seducente, sugellando l’eterno legame tra uomo e natura. Ciò che colpisce di questo procedimento è la possibilità, e la capacità, di scomporre il reale e di ricostruirlo attraverso una costruzione estetica generata non direttamente dall’uomo. L’intelligenza artificiale diventa quindi un mezzo attraverso il quale l’artista esplora nuove forme di espressione e di comunicazione visiva, invitandoci a esplorare i confini sottili tra il reale e l’immaginario, tra il naturale e l’artificiale.
    Nata nel 1980, Alina Gross è una rinomata artista e fotografa di origine tedesca e ucraina, attualmente residente in Germania. Nota per le sue fotografie colorate e suggestive che immortalano, spesso, dettagli del corpo femminile. Ha partecipato a diverse posizioni, in Italia e all’estero, lavorando anche per riviste di moda quali Vogue e Allure.
    La sua ricerca artistica si distingue per il suo vocabolario che si muove tra figurazione e astrazione, dalla fotografia di Still-life al ritratto, dall’installazione alla scultura; utilizzando una tavolozza di colori vivace. I messaggi che sottendono i suoi lavori sono quello della body positivity e dell’accettazione di noi stessi.

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    Manuelaannamaria Accinno
    Manuelaannamaria Accinno
    Laureata in Storia e critica dell’arte alll’Università Statale di Milano, amante dell’arte in tutte le sue forme, riserva un occhio speciale alla fotografia. Lavora con alcuni artisti contemporanei, scrivendo testi critici e curando esposizioni personali e collettive. Ha collaborato con Rolling Stone Italia e attualmente scrive per Black Camera.

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