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    L’altra faccia della Silicon Valley

    Come vivono gli abitanti della zona delle grandi aziende tecnologiche, vicino San Francisco? Chi sono davvero? Come passano il tempo? Il nuovo libro di Ramak Fazel cerca di scoprirlo

    La Silicon Valley è un “non luogo”. Non ci sono cartelli stradali che la indichino e sulle mappe non è segnata: ciò significa che, da un punto di vista prettamente geografico, la Silicon Valley non esiste.

    Silicon Valley. No_Code Life © Ramak Fazel, Rizzoli International

    L’espressione Silicon Valley fu usata per la prima volta dal giornalista Don Hoefler, in un articolo scritto per il settimanale Electronic News nel 1971 descrivendo il tentativo di un piccolo gruppo di giovani e avventurosi californiani di togliere dalle mani delle grandi corporazioni texane il controllo sui microchip, imponendo una loro idea rivoluzionaria: il personal computer.

    Silicon Valley. No_Code Life © Ramak Fazel, Rizzoli International

    Quando, nel novembre 2018, Tod’s ha lanciato il progetto ‘No_ Code’, l’obiettivo era quello di creare all’interno del gruppo Tod’s un luogo di avanguardia e sperimentazione che permettesse a visionari, designer e creativi di esprimersi liberamente e di immaginare nuovi progetti che interpretassero il contemporaneo, combinando due elementi fondanti: il know-how artigianale italiano e la tecnologia d’avanguardia internazionale.

    Silicon Valley. No_Code Life © Ramak Fazel, Rizzoli International

    Questa natura ibrida di ‘No_Code’ (artigianalità/tecnologia) coincide con il DNA originale della Silicon Valley ed è questo il motivo per il quale è nato il desiderio di condurre questa indagine. Lo scopo di questo libro è proporre un nuovo punto di vista sulla Valley, offrendo uno strumento che possa indagare sulla sua vera natura: conosciuta come una delle zone più protette al mondo, il libro punta a sollevare il mistero che la circonda, raccontandone la vita quotidiana: in quale tipo di case vivono i suoi abitanti? Quali automobili guidano? I magnati del tech dove vanno al ristorante? Dove si incontrano per parlare dei loro affari? Come passano il tempo libero? Le 128 immagini del libro, realizzate alla fine del 2019, esattamente qualche settimana prima che la pandemia cambiasse il mondo, sono state scattate dal fotografo iraniano/americano Ramak Fazel. Fazel è stato definito “un antropologo con la macchina fotografica al collo”, uno che sonda la società attraverso gli scatti in pellicola della sua inseparabile Rolleiflex), con il quale, per circa 10 giorni, il team ha attraversato le strade della Valley. Il libro, 192 pagine, edito e distribuito da Rizzoli International, si può acquistare qui.

    Alessandro Curti
    Alessandro Curti
    Nato a Milano nel 1991, giornalista appassionato di arte contemporanea e di fotografia in tutte le sue espressioni. Socio di STILL Fotografia, con sede a Milano in via Zamenhof 11. Docente in Storia della Fotografia all’interno del corso di Fashion Design allo IED di Milano. Gia collaboratore e redattore per le riviste mensili IL FOTOGRAFO e N Photography (Sprea Editori) dal 2015 al 2019 e per Rolling Stone Italia, Lampoon e The Pitch.

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