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    L’estetica del cibo nella società contemporanea: l’occhio di Tina Sturzenegger

    L'artista ci invita a riflettere su come il cibo sia diventato simbolo di status sociale e ci fa dubitare del valore che gli attribuiamo

    Nell’era moderna, il cibo ha assunto un ruolo dualistico nella società contemporanea, diventando sia una necessità per il sostentamento che un oggetto del desiderio. Il mangiare, originariamente concepito come semplice fonte di sopravvivenza, ha ora assunto una dimensione molto più complessa. In un mondo in cui siamo costantemente bombardati da influenze mediatiche, il cibo è diventato un’entità da desiderare e mostrare. I media sono pieni di immagini di deliziosi piatti imbanditi, trasmettendoci un senso di brama e voglia di gustare quel cibo. È diventato un oggetto di desiderio, al punto che spesso i nostri impulsi alimentari sono guidati più dalla tentazione delle immagini che dalla reale necessità di nutrirci. Questa ambivalenza è splendidamente rappresentata nel lavoro fotografico dell’artista Tina Sturzenegger, che ci invita a riflettere sulla nostra relazione intima con il cibo.

    © Tina Sturzenegger Photography

    L’artista coglie magistralmente questa ambiguità attraverso la sua lente fotografica. Ogni scatto, dall’atmosfera anni Settanta/Ottanta, è una rappresentazione meticolosamente studiata di piatti elaborati, perfettamente arrangiati e splendidamente messi in scena. Le sue fotografie mettono in scena cibi iperrealistici, con colori vividi e dettagli tattili che sembrano saltarci fuori dalla pagina o dallo schermo; evocando un senso di lussuria e desiderio che va oltre il semplice bisogno di alimentarsi. Ma sotto questa bellissima patina si cela una critica sottile.

    © Tina Sturzenegger Photography

    Sturzenegger ci invita a riflettere sulla società consumistica in cui viviamo, in cui il valore del cibo sembra essere ridotto alla sua presentazione visiva e al suo status sociale. Questa dualità tra elemento nutritivo e oggetto del desiderio ci confronta con la complessità della società contemporanea, in cui il cibo viene spesso svalutato e utilizzato come strumento di manipolazione e consumo incontrollato. Il lavoro di Tina Sturzenegger ci invita a riflettere su come il cibo sia diventato un simbolo di status sociale, di appartenenza e di piacere, ci fa dubitare del valore che diamo al cibo, mettendo in crisi la nostra idea di autenticità e di essenzialità.

    © Tina Sturzenegger Photography

    «Nel mio lavoro artistico fotografico affronto il tema del cibo e della sua influenza sulla società. Due elementi mi hanno portato a dedicarmi a questo tema: l’estetica visiva del cibo in tutte le sue forme e la complessa questione dell’alimentazione nella società. Nel mio lavoro “There must be lights burining brigther” l’eterno provare e poi fallire è stato il filo conduttore, un esempio: non si dovrebbe mangiare alle 18 eppure lo si fa. Si Bevono frullati salutari eppure si fuma senza sosta. I frutti di mare fanno male, ma ci si rimpinza con un piatto di sushi del discount. Nel mio nuovo lavoro “Room Service”, mi occupo del comfort food e di ciò che ci accade quando ordiniamo il cibo dal servizio in camera. Dietro una porta temporaneamente chiusa possiamo permetterci di tutto…»

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    Manuelaannamaria Accinno
    Manuelaannamaria Accinno
    Laureata in Storia e critica dell’arte alll’Università Statale di Milano, amante dell’arte in tutte le sue forme, riserva un occhio speciale alla fotografia. Lavora con alcuni artisti contemporanei, scrivendo testi critici e curando esposizioni personali e collettive. Ha collaborato con Rolling Stone Italia e attualmente scrive per Black Camera.

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