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    Nino Migliori, lo sperimentatore

    La sperimentazione, in campo artistico, occupa un ruolo fondamentale nel percorso di un artista. L’idea stessa dello sperimentare è sempre in continuo cambiamento in quanto, nella sua natura, è legata in maniera imprescindibile al singolo soggetto. Operare oltre il già detto, superando il già visto, ha un impatto non solo sul singolo artista ma anche sull’intera collettività, arricchendo di nuova linfa il linguaggio artistico. Nino Migliori, maestro indiscusso della fotografia, dagli inizi della sua carriera artistica si è approcciato alla sperimentazione in chiave evoluzionistica, come sinonimo di innovazione e di curiosità, senza rifiutare il passato, nei confronti del moderno.

    Fausto Melotti, 1998 © Fondazione Nino Migliori

    La Reggia di Colorno, a Parma, ospita dal 15 ottobre 2022 al 10 aprile 2023 la mostra “Nino Migliori. L’arte di ritrarre gli artisti”; inserita all’interno del “Colornophotolife”, festival di fotografia ospitato all’interno delle sale della reggia. La mostra di Nino Migliori, curata da Sandro Parmiggiani con la direzione di Antonella Balestrazzi, si compone di 86 fotografie, principalmente ritratti di artisti e intellettuali incontrarti nel corso della sua lunga carriera realizzati a partire dagli anni Cinquanta, che permettono di osservare ed analizzare le diverse tecniche e sperimentazioni messe a punto dall’artista.

    Nino Migliori, controtempo blu, 1 978 © Fondazione Nino Migliori

    Il percorso espositivo si divide in cinque sezioni: i ritratti in bianco e nero, che si protraggono fino ad oggi, scattati quando l’artista e a Venezia e frequenta Peggy Guggenheim; le Immagini a colori nei quali l’artista opera fisicamente sull’immagine, ritagliandola e ricomponendola; le immagini “estrapolate” dalla televisione e intese come fotogrammi in costante divenire; le enormi “trasfigurazioni” (100 x 100cm) in cui il fotografo interviene pittoricamente sulla fotografia; gli affascinanti, e contemporanei, ritratti a lume di fiammifero che approfondiscono lo studio sulla luce condotto dall’artista.

    Alberto Sughi, 1978 © Fondazione Nino Migliori

    In mostra il pubblico avrà la possibilità di guardare negli occhi personalità del calibro di: Enrico Baj, Vasco Bendini, Agenore Fabbri, Gianfranco Pardi, Guido Strazza, Sergio Vacchi, Luciano De Vita, Salvatore Fiume, Virgilio Guidi, Piero Manai, Man Ray, Luciano Minguzzi, Zoran Music, Luigi Ontani, Robert Rauschenberg, Ferdinando Scianna, Tancredi Parmeggiani, Ernesto Treccani, Emilio Vedova, Lamberto Vitali, Andy Warhol, Wolfango, Italo Zannier; Antonio Gades, Bruno Saetti, Lucio Saffaro, Alberto Sughi, Emilio Tadini; Eugenio Montale, Gian Maria Volonté, Giovanni Romagnoli e Franco Gentilini; Karel Appel, Enzo Mari, Fausto Melotti, Tonino Guerra, Pompilio Mandelli, Marisa Merz, Bruno Munari, Fabrizio Plessi, Arnaldo Pomodoro, Lucio Del Pezzo; Mario Botta, Ugo Nespolo, Elisabetta Sgarbi.

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    Manuelaannamaria Accinno
    Manuelaannamaria Accinno
    Laureata in Storia e critica dell’arte alll’Università Statale di Milano, amante dell’arte in tutte le sue forme, riserva un occhio speciale alla fotografia. Lavora con alcuni artisti contemporanei, scrivendo testi critici e curando esposizioni personali e collettive. Ha collaborato con Rolling Stone Italia e attualmente scrive per Black Camera.

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