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    Per Aspera ad Astra in mostra a Milano

    Fino al 29 giugno 2024 gli spazi della FABBRICA EOS Gallery ospitano la mostra Per aspera ad astra, di Cesare Fullone, da un’idea di Fabio Novembre e Giancarlo Pedrazzini con un testo poetico di Franco Arminio. In mostra la serie Soldati, esposta per la prima volta, a Milano, nel maggio del 2013. La serie riproduce immagini di soldati a cui l’artista ha aggiunto frasi poetiche di Camus, Melisso di Samo, Freud, Rimbaud, Saffo, San Tommaso d’Aquino, Shakespeare e altri pensatori. Visto l’attuale contesto socio-politico, si è sentita la necessità di una nuova esposizione di Soldati, ma in una diversa modalità: le opere della serie sono state riprodotte, in numero limitato, per una loro collocazione nello spazio urbano, divenendo manifesti e affissi negli spazi appositi. Le immagini dei soldati, con le loro uniformi sgualcite e i loro sguardi stanchi ma determinati, raccontano storie di sacrificio, coraggio e sofferenza. Ma è proprio attraverso le parole dei poeti che ci viene offerta una prospettiva più ampia e profonda su quello che essi vivono e provano. Le frasi poetiche, cariche di significato e emozione, ci invitano a riflettere sulle conseguenze devastanti della guerra e sulla fragilità della vita umana. La sottile interazione tra le immagini e le parole crea un’atmosfera carica di tensione e pathos, amplifica il significato delle nostre azioni.

    Le fotografie diventano così delle potenti metafore di un conflitto interiore e universale, in cui la poesia diventa strumento di denuncia e di speranza. In questa serie fotografica, Cesare Fullone ci offre uno sguardo sul potere evocativo e trasformativo della parola e sull’importanza di mantenere viva la nostra umanità anche nei momenti più bui e disperati. Le immagini dei soldati ci ricordano che dietro ogni uniforme c’è un essere umano, con i suoi sogni, le sue paure e le sue speranze, e che è solo attraverso la compassione e la comprensione che possiamo sperare di porre fine alla violenza e alla guerra.

    Cesare Fullone vive a Milano, dove ha conseguito il diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera. Pensa che l’arte sia un linguaggio inquieto, perennemente in tensione, e attraverso pittura, scultura, installazioni e fotografia è autore di una modalità poetica e etica di vedere e creare mondi. Autore del progetto grafico di Virus Mutation. Tra le sue mostre personali: Sulla rotta degli Spraysages, Roma; Stato di pericolo, Genova; Schieramenti, Torino; Insonnia, Milano; Paesaggi umani, Zagabria; Boxeur, Milano; Dal Creato al Ri-creato, Milano; Come farfalle ferite, Milano. Molte le sue partecipazioni a mostre collettiva, tra le quali: la sezione Aperto della Biennale di Venezia, Quadriennale di Roma, Mart di Trento e Rovereto, PAC Padiglione di Arte Contemporanea di Milano, Pitti Immagine, Firenze, Museo di Arte Contemporanea di Zagabria, Il Broletto di Como, Casa degli Artisti, Milano. Hanno scritto delle sue opere: Renato Barilli, Franco Bolelli, Achille Bonito Oliva, Antonio Caronia, Manuela De Cecco, Giacinto Di Pietrantonio, Roberto Daolio, Lucrezia De Domizio, Gillo Dorfles, Silvia Evangelisti, Carlo Falciani, Fam, Elisabetta Longari, Teresa Macrì, Antonio Marras, Filiberto Menna, Marco Meneguzzo, Luis Francisco Perez, Roberto Pinto, Gabriele Perretta, Mimmo Rotella, Lea Vergine, Angela Vettese e altri

    Manuelaannamaria Accinno
    Manuelaannamaria Accinno
    Laureata in Storia e critica dell’arte alll’Università Statale di Milano, amante dell’arte in tutte le sue forme, riserva un occhio speciale alla fotografia. Lavora con alcuni artisti contemporanei, scrivendo testi critici e curando esposizioni personali e collettive. Ha collaborato con Rolling Stone Italia e attualmente scrive per Black Camera.

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